La giornata internazionale della donna ricorre quest’anno nel quindicesimo anniversario della quarta Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sulle donne svoltasi a Pechino.
Quindici anni fa 189 paesi, tra cui l’Italia, hanno adottato una Piattaforma d’Azione con la quale si affermava la necessità che tutti i paesi lavorassero per l’uguaglianza delle donne nell’istruzione, nel lavoro, nella salute, nella loro piena partecipazione alla vita economica e politica e per un diritto alla vita senza violenza.
Troppi di quegli obiettivi non sono stati raggiunti non solo nei paesi economicamente e socialmente più arretrati ma anche nei paesi più avanzati democraticamente; anche in Italia, paese che si trova all’ultimo posto in Europa per donne occupate, dove la crisi ha reso ancora più instabile e precario il lavoro delle donne, in particolare delle giovani.
Lavoro, famiglia, servizi, lotta alla violenza contro le donne, di qualunque nazionalità, rappresentanza paritaria nelle istituzioni, sono temi che da quel 1995 della Conferenza di Pechino non trovano ancora risposte adeguate.
I diritti delle donne sono diritti umani in Italia, in Europa, nel mondo.
Il nostro paese, come il mondo, ha disperatamente bisogno dei talenti femminili, ha il dovere di far crescere una cultura che sradichi la violenza sul corpo femminile.
La pace, sicurezza, la democrazia non si costruiscono senza le donne o peggio contro le donne.
Anche questo l’Otto Marzo dovrebbe essere l’occasione, non l’unica, per riflettere che ogni giorno appartenere allo stesso modo a donne e uomini e che ogni giorno dovrebbe essere utile per fare avanzare i diritti di ogni essere umano. Per questo, anche nel nostro paese, dobbiamo impegnarci per un futuro migliore delle donne perché solo così ci sarà un futuro migliore per tutti.
On. Carmen Motta


